Supervisione - Approfondimento

 

Quale lo scopo della supervisione

Il supervisore dà sostegno al counselor, a partire dall'accettazione completa del counselor come persona, così come il counselor accetta incondizionatamente (Rogers) il proprio cliente. Quando il counselor incontra difficoltà nella relazione con il cliente, lo scopo della supervisione è il benessere sia del cliente che del counselor. Una buona supervisione prevede, inoltre, una verifica realistica della crescita professionale del counselor.


Come agisce il supervisore

Il supervisore aiuta il counselor ad esplicitare le domande:

  • che cosa penso del tema che il cliente mi sta portando?
  • che cosa sento emotivamente al riguardo?
  • che cosa provo come sensazione fisica?

In tal modo il supervisore aiuta il counselor ad esplorare il proprio bisogno rispetto alla difficoltà incontrata con il cliente e ad individuare la parte positiva che può sostenerlo nel riprendere contatto con il cliente. Ogni volta che siano in gioco valori, il supervisore fa riflettere il counselor su quali siano i propri, per poter meglio valutare quanto si sente in grado di aiutare "quel" cliente in "quella" circostanza. Ogni emozione del counselor richiamata da un vissuto del cliente sarà un'occasione di approfondimento per il percorso personale del counselor stesso. Infine, il supevisore aiuta il counselor ad esplorare modalità e tecniche diverse, da quelle che fossero risultate poco efficaci, di approccio alla relazione con il cliente.


Come si svolge la supervisione

In incontri individuali supervisore / counselor della durata di un'ora. Sono anche possibili incontri di un'ora con due / tre counselor. In caso di un numero maggiore di counselor sarà opportuno che la durata degli incontri sia adeguatamente aumentata, fino ad un massimo di due ore / due ore e mezzo, in modo che ciascuno possa avere un proprio tempo. Come sempre nei gruppi, ciò che si può perdere in profondità analitica - rispetto ad un rapporto uno ad uno - si acquista in varietà di esperienza e di confronto. Ogni counselor, infatti, può giovarsi dell'esperienza non solo del supervisore ma anche di quella degli altri counselor.


Con quale frequenza si svolgono gli incontri di supervisione

Non c'è, di solito, una regola precisa, Compatibilmente con la disponibilità del supervisore, il counselor potrà chiedere un incontro "ogni volta che ne sente il bisogno", o potrà fare un contratto di supervisione con una periodicità predefinita. Gli incontri di supervisione di gruppo avvengono, di norma, con periodicità predefinita.


La circolarità del rapporto cliente - counselor - supervisore

Una delle maggiori ricchezze dell'attività di counseling è data dalla interazione continua tra le esperienze che il cliente porta e le esperienze della propria vita, con le quali il counselor è "costretto" a fare i conti - e quindi a crescere - per essere meglio di aiuto al cliente. Il supervisore è l'ulteriore anello di una catena la cui sostanza di base è strutturalmente identica: infatti, anche il supervisore, per essere d'aiuto al counselor, deve fare i conti con la sua propria esperienza di vita, salvo il fatto che il supervisore, per una maggiore esperienza, si presuppone che con la propria vita abbia "fatto i conti" più a fondo e con maggiore consapevolezza generale.


Altre modalità di supervisione: la supervisione via telematica

La comunicazione sincrona e asincrona via internet, con l'avvento delle linee veloci, permette oggi di comunicare agevolmente e con minimi costi via scritto, via audio ed anche via video. Una supervisione via web implica che sia stato previsto un appuntamento, ed in qualche modo sia stato predisposto un setting specifico. Poiché la comunicazione non avverrà in un luogo comune, ciascuno dei due interlocutori si sarà strutturato un proprio setting, anche di tipo informale o familiare, purchè ciascuno curi che non ci siano interferenze.

  • Chat: particolarmente delicati, e da tenere in debita considerazione, sono i problemi di privacy: Le comunicazioni sono memorizzate? E' possibile che al pc abbiano accesso altri soggetti oltre al counselor ed al supervisore? Etc.
  • E-mail: il mezzo probabilmente di uso più frequente, per chi utilizza internet, è la posta elettronica. La comunicazione asincrona ha diversi vantaggi: non obbliga ad esserci nello stesso momento, consente quindi di scegliere il momento più opportuno per ciascuno, e permette una riflessione ed una elaborazione più approfondita. Ovviamente, quello che si acquista in profondità, si perde in immediatezza.
  • Telefono / Internet Skype: il buon vecchio telefono, infine, sempre più avviato a diventare terminale audio-video, può essere considerato analogo - nella sostanza - alla comunicazione sincrona via internet, in quanto ormai permette di comunicare via scritto, voce e video. Sono evidenti le differenze pratiche: circa la comunicazione scritta, basta considerare la diversa usabilità della tastiera del telefono rispetto a quella di un pc, ed anche la diversa capacità di memoria. La diversa capacità di memoria incide anche sulla comunicazione via voce e video: con il pc può essere trasferita una mole enormemente superiore di informazioni. Si tratta, tuttavia, di differenze non di sostanza, e che nel tempo tenderanno verosimilmente a scomparire.

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